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aspetti TERMICI

sfasamento

 

Un altro parametro importante per il comfort termico di una abitazione, specialmente nel periodo estivo, è lo "Sfasamento termico".

 

Con Riferimento all’esempio in figura e supponendo che nella stanza non ci sia aria condizionata:

  • Alle 14 si ha il massimo della temperatura esterna: 36 °C.

  • Alle 14 all’interno della stanza la temperatura non è ancora arrivata la massimo perché la stanza è isolata e ci mette tempo a scaldarsi.

  • Nel pomeriggio (dopo le 14) la temperatura esterna comincia a scendere ma, a causa dell’inerzia termica dei muri che si sono ormai scaldati, la temperatura interna della stanza continua invece a salire.

  • Alle 22, quando ormai la temperatura esterna è già scesa notevolmente, la temperatura interna è arrivata al suo massimo (26 °C) e quindi comincia a scendere

Per raffreddare in modo naturale la stanza si possono aprire le finestre ma le devo aprire quando la temperatura esterna è più bassa di quella interna (sera / notte) altrimenti la stanza si scalda ulteriormente anziché raffreddarsi; mi conviene quindi che nelle ore diurne la temperatura interna della stanza sia la più bassa possibile e se aumenta di sera / notte poco importa perché posso aprire le finestre.

Lo sfasamento misura quindi il ritardo con cui si ha la massima temperatura interna rispetto al momento in cui si ha la massima temperatura esterna; per un buon comfort termico lo sfasamento ottimale va in genere dalle 8 alle 12 ore.

Questo parametro, oltre al comfort, ha quindi notevoli ripercussioni sul risparmio energetico qualora si attivi un sistema di condizionamemto.

L’attenuazione indica invece la differenza in gradi fra la massima temperatura esterna e la massima temperatura interna; più è alto questo valore, maggiore è l’isolamento dell’edificio.

Lo sfasamento e l’Attenuazione dipendono, oltre che dalla Trasmittanza (e quindi dalla Conducibilità) anche dalla massa del materiale che costituisce il muro e dalla sua inerzia termica.